Statuta Terrae Castri

STATUTA TERRAE CASTRI

 

Il drappo del palio, durante la sfilata.

Un po’ di storia.

Il primo Rinascimento, definito per antonomasia ‘”età delle autonomie”, per la incredibile fioritura del diritto statutario, come si andava affermando in ogni parte d’Italia e in particolare nei comuni dell’Italia centro-settentrionale, è il periodo in cui si possono collocare gli “Statuta terrae Castri”.

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Piazza IV novembre, Concione universale.

Il nostro Statuto è un piccolo codice pergamenaceo conservato nel comune di Castro dei Volsci, è vergato in caratteri umanistici del XVI secolo ed è il primo statuto di questa terra o perlomeno il più antico che si conservi. Si tratta di un manoscritto unitario, senza data di compilazione, la legatura è rustica in piena pergamena. La stesura del manoscritto si deve attribuire ad una sola mano, forse ad un copista dei Colonna dell’anno 1589. L’inchiostro è di colore seppia escluso i titoli delle rubriche e i capilettera che sono in rosso. Dato per assodato  che il codice presente al comune sia solo una copia di un manoscritto anteriore, la datazione del primo statuto concesso a Castro  si può far risalire  entro un limite cronologico  che va dal 1404 al 1510. Lo statuto discende da un atto di autonomia normativa dell’Universitas castrese  ed è destinato a prevalere su tutte le altre fonti di diritto ivi comprese le Costituzioni provinciali, cioè l’ordinamento fondamentale dello Stato Pontificio emanato nel 1357 dal cardinale Egidio Albornoz. Lo statuto, composto di 139 capitoli, si divide in quattro Libri, nel primo ci sono tutte le norme concernenti l’organizzazione civica e i principi di diritto processuale, nel secondo le norme di diritto  criminale, nel terzo le norme del danno dato ed infine nell’ultimo tutte le norme che non trovano collocazione nelle parti  precedenti.

Gli Statuta Terrae Castri offrono una ricca messe di dati, di spunti, di suggerimenti per le ricerche sulla storia economica, giuridica, sociale della comunità castrese del XV e XVI secolo. Dai testi statutari si ricava la presenza attiva e operante all’interno delle comunità di un piccolo nucleo di individui che svolgono funzioni di tipo pubblico. Importante è la figura del governatore che aveva la sua residenza a Pofi e presso la comunità rappresentava l’autorità del signore e svolge principalmente funzione giudiziaria e di garante dell’osservanza degli statuti. Altre figure importanti nella comunità castrese sono:

Officiali maggiori, in numero di tre. Sono eletti dal popolo in Concione universale (un uomo per foco ovvero per famiglia) e uno per ogni Carcia o contrada, nel XVI secolo a Castro ci sono appunto tre carcie, quella  di Sant’Oliva, quella di Mezzo e di Santa Maria. Gli Officiali durano in carica sei mesi onde evitare che la concentrazione del potere per molto tempo nelle stesse persone potesse accrescere  l’autorità degli investiti. Gli Officiali prima di entrare nelle proprie funzioni devono giurare sui vangeli di governare con buona fede e senza inganno. Ad essi spetta l’amministrazione corrente, il servizio di vigilanza sulla comunità e sul territorio ad essa pertinente, la riscossione di imposte, dazi e imposizioni, tanto camerali quanto comunitarie, stabilire i prezzi “delle robbe venali pertinenti la grascia”, e illustrare a fine operato il bilancio comunitario indicando tutte le entrate e le uscite.

Altre organo importante è il Consiglio comunitario  formato da 12 componenti eletti in numero di 4 per ogni carcia dai capifamiglia. Deliberano sulle questioni più importanti riguardanti la comunità.

Gli officiali minori

  1. I Pacieri – Nominati dall’Universitas Castri ogni anno in numero di quattro. Sono chiamati a dirimere le controversie  che non superavano il valore di 25 Libre. I pacieri non sono giudici di pace in senso giuridico, ma hanno il compito di riportare la pace nelle famiglie in lite tra loro, l’opera che svolgono si rivelerà quindi di grande utilità per tutta la comunità castrese. Durano in carica 6 mesi.
  2. Apprezzatori del campo – Nominati dagli officiali in numero di due. Hanno  il compito di vigilare sul territorio pertinente alla comunità e sovraintendere alla stima e ai risarcimenti dei danni arrecati alle proprietà agricole o boschive e di pronunciarsi sul valore dei fondi.
  3. Grascieri –  Nominati dal Consiglio comunitario in numero di tre o quattro.  Ad essi è affidata dagli statuti medievali la sovrintendenza e la gestione sui rifornimenti di viveri vari e vettovaglie, con l’incarico anche di vigilare sui mercati, sui prezzi al minuto, sui pesi e misure.
  4. Viali – Nominati dal Consiglio comunitario in numero di tre o quattro. Sono addetti alla sorveglianza di strade, ponti, fontane pubbliche e corsi d’acqua e alla loro buona manutenzione.  Controllano altresì che i cittadini tenessero sempre pulito e sgombre le strade.
  5. Soprastanti – Percorrono e sorvegliano le terre e i confini del comune e riferiscono sui danni scoperti. Erano inoltre tutori dell’ordine pubblico.
  6. Sindacatori – Sindacano l’operato degli Officiali e delle altre cariche pubbliche e se ne accertano negligenze li colpiscono con ammende.

 

Altri funzionari della comunità

 

Sindaco – Viene nominato dai nuovi Officiali maggiori per sindacare, cioè giudicare, l’operato degli Officiali uscenti in special modo su come avevano gestito le entrate e uscite.

Notaio della Curia – Viene eletto a bando ogni sei mesi. Cura e redige tutti gli atti ufficiali della comunità comprese le sentenze civili, l’amministrazione della giustizia civile e penale e gli atti tra privati.

Procuratore – Cura gli affari della comunità a Roma.

Depositario  – tesoriere comunale emette e gestisce i mandati di pagamento.

Banditore – è  addetto alla divulgazione presso i cittadini di ogni avviso di pubblica utilità.

Moderatore dell’orologio – addetto alla manutenzione e carica dell’orologio di tipo romano e  a scatti pendolari posizionato sulla torre di via Civita.

Svegliarino del purgatorio – Ha il compito di girare nel paese per ricordare a tutti che siamo polvere e siamo destinati a morire e di pregare per le anime del purgatorio.

Predicatore quaresimale – Sulla Rocca San Pietro predica al popolo sulla passione e morte di Nostro Signore.

Alcune foto del corteo del 2015:

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